Cogito ergo sum


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lunedì, novembre 30, 2009
 

 

Arte contemporanea. Arte contemporanea?quel cabron di Rauschemberg... Arte con-tem-po-ra-ne-a!!

(lavori in corso...)

postato da ilvecchiodellamontagna | 09:20 | commenti


venerdì, novembre 27, 2009
 
da una favola del filosofo Buridan, amico di Occam XIV sec....  diamine!

L'Asino di Buridano.

L'asino di Buridano, incapace di decidere se mangiare paglia o fieno, morì di fame.

Sta capitando a me. Volevo scrivere un pezzullo sull' arte contemporanea, quella che, per interdersi,  è esposta alla Biennale di Venezia. Pittura, scultura, "istallazioni". "Cose" a dir poco strane che mi irritano profondamente. Non solo non le capisco, ma ho la fastidiosa sensazione che mi si voglia forzatamente spingere a capirle, con ululati di meraviglia se dico che non mi piacciono.
Come preclaro rappresentente dell'arte contemporanea avevo scelto questo Hirst, di cui potete ammirare nel post precedente il vitel tonnè. Un vitello vero messo in formalina dentro una vascona di vetro. E stimato quattordici milioni di dollari...

Ma poi ho saputo che anche il Min. Bondi non ama l'arte contemporanea. L'idea che la glande testa  del Bondi condividesse mi ha gelato. Stop del pezzullo e meditazione. Sbaglio io? Sono troppo ignorante per giudicare? 
Così' decido di cambiare post e scrivere sulle moderne tecnologie in eterno divenire, proprio come il mio conto corrente. Ma infuria la polemica politica, da cui volevo tirarmi fuori. Ma come faccio? Mezza Italia, quella operaia e lavoratrice, sta sui tetti delle fabbriche. In Mugello dove abito chiudono diecine di imprese. Gli agricoltori sono disperati. E mentre il Cielo ci cade sulla testa il Premierd minaccia sfracelli se non lo mandano ingiudicabile prima che assolto. 
Che faccio, ignoro? 

Vado dietro alle mie curiosità intellettuali, scrivo che mi piace o riprendo a scrivere sui fatti correnti?
Non so, sono confuso. Come l'asino di Buridano, appunto. 

 

postato da ilvecchiodellamontagna | 11:04 | commenti (5)


martedì, novembre 24, 2009
 

Santo Cielo! Ma perchè appena una cosa funziona e hai imparato a farla funzionare, la cambiano?

Questa è una considerazione generale, applicabile a computer, softwear, marchingegni vari e anche Splinder. Niente sta fermo. Appena una cosa funziona decentemente e senza sorprese, la cambiano.

La spiegazione è banale. Se ti tieni le cose che hai, smetti di comprare. Se smetti di comprare si ferma il meccanismo. Sopratutto i grandi lucratori della continua attività del "produci e compra " non lucrano più. ( lavori in corso ) 

postato da ilvecchiodellamontagna | 12:56 | commenti (5)


sabato, novembre 21, 2009
 
Hirst...sto grandissimo fijio d'una mignotta...( lavori in corso....anzi, finiti!  Il perchè lo spiego più avanti )
postato da ilvecchiodellamontagna | 18:02 | commenti (4)


lunedì, novembre 16, 2009
 

Vaghe stelle del blog....

Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
Tornare ancor per uso a contemplarvi
Sul paterno giardino scintillanti,
E ragionar con voi dalle finestre.....


I commenti contemporanei di Harmonia, Leira, Marisa, Jouy  dell'ultimo post  e quelli precedenti di Luna, Penny46Riyueren e poi della Nipota Ilaria, di Sil ,  di Angelika, di Beatrice, di Blue  mi spingono a un orgoglioso e deferente omaggio a queste magnifiche che mi onorano della loro attenzione.

Orgoglioso per la preferenza, deferente per la mia convinzione di una ineluttabile superiorità della mente e dell'animo femminile sul maschio grossolano e approssimativo. Magnifiche per i blog che conducono, tutti pieni di luce come certi fondo-oro senesi, ognuno lumeggiante una diversa parte dell'anima femminile. Provare per credere...
Ho messo Harmonia per prima perchè a lei mi legano ormai  sette anni di letture scambievoli quasi quotidiane. Cominciammo insieme nel 2003 e siamo ancora qui a leggerci.

Dico grazie a tutte e a quelle che non ho ricordato, pregandole di continuare a scrivere. Non sottovalutino, ognuna nella propria grazia, la luce che diffondono. Mai come ora abbiamo bisogno di consapevolezza e conoscenza, di riflessioni, di poesia e eleganza  .
Sopratutto noi maschi così elementari, così razionali senza profondità, così portati alla violenza senza ragione.

"Lapo vorrei che tu e Guido e io
fossimo presi per incantamento..."
Ecco: incantamento.  

E, come finale, temendo la seriosità, vi dedico una poesia pseudo-leopardiana.
( Mai mi piacque quel Giacomo sempre matto e disperatissimo, uffa...)

Vaghe stelle dei blog io non credea
Tornare anche stamani a contemplarvi

Su questo angusto schermo scintillanti.

Ragionar con voi dalle finestre
Di questo spazio immateriale e nostro
Aggiunge alla mia vita oro a pagliuzze
Come Simone le aggiungeva ai Santi.

Allora grazie e rimanete belle
Come vele nel vento di zefìro.
"Incantamento" è la parola prima.
"Grazie" l'ultima voce che m'ispiro
.
 

Via, e 'un c'è male! :)) 
  

 

postato da ilvecchiodellamontagna | 10:32 | commenti (7)


domenica, novembre 08, 2009
 

si  ride e si scherza, che va tutto ben, cribbio!

Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.

(6 novembre 2009)

PS.  Il pezzo l'ho preso da Harmonia, che sta pubblicando un immenso materiale sul tema. Provare per credere...

postato da ilvecchiodellamontagna | 11:26 | commenti (11)


mercoledì, novembre 04, 2009
 

La fiera dell'ipocrisia.

In questo mondo feroce e di questi tempi oscuri esplode il "dibbattito" : crocefisso nelle scuole sì? Crocefisso nelle scuole no?
Ipocriti di ogni razza  fingono di non sapere e si dilettano del divertente scontro intellettuale. Ne va dei Princìpi. Princìpi, princìpi, quanti delitti in vostro nome!

Ha cominciato la Ricorrente, che agitava il problema fin dagi anni Novanta. Ha finto  di non sapere che quei mediocri manufatti attaccati qua e là nelle aule e nei corridoi non contavano assolutamente nulla nel mondo della scuola e l'unico problema lo ponevano ai bidelli, che ogni tanto dovevano spolverarli. Ma la battaglia era Ideologica, così è arrivata a scomodare la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha emesso Sentenza, non prima, immagino, di poderose riflessioni.

Ha proseguito la Corte Europea ecc.ecc. che, mentre affogavano Uomini in mare, si commerciavano Donne in terra, volavano alle impalcature Operai edili e si bastonavano e si ammazzavano neri e omosessuali ha finto che ci fosse un problema "crocefissi" e ha emesso sentenza. Abbandonata evidentemente la speranza di contare qualcosa nel mondo reale, la Corte si è brillantemente rifugiata nel mondo virtuale dei  problemi ideologici. Ne va, diamine, dei Princìpi!

Di fronte a tal Sentenza sono scattati come un sol uomo i difensori della Fede e della Dottrina. Giù le mani dal Buon Gesù! Onorevoli pluriammogliati, giornalisti tagliagole,  pensatori rotti e tutte le intemperie filosofiche si sono precipitati a difendere "le radici cristiane dell'Europa" minacciate dagli Staccatori Atei di crocefissi  dalle aule e dai corridoi. 

Ma di quali radici cristiane parlate,  ipocriti, sepolcri imbiancati a due mani di calce, finti ignoranti per benefica ricaduta di voti elettorali? Dite dei Papi guerrieri? Parlate del Cristianissimo  Re di Spagna sterminatore degli indios?  Avete in mente la Santa Inquisizione e dei roghi di streghe? Difendete gli sterminatori degli Ugonotti? Vi preoccupa che Galileo possa aver ragione?  State preoccupandovi del Papa Re romano e di mastro Titta suo carnefice? O magari sono le benedizioni ai gagliardetti fascisti delle squadracce che difendete?
Le nostre radici che voi bestemmiando il Cristo osate dire cristiane si vedono dai frutti sanguinosi che hanno prodotto e che, indomite come l'Abominio che le nutre, continuano a produrre.

E infine Nostra Santa Madre Chiesa,  Lei sì che dovrebbe implorare Cesare di togliere dagli uffici postali e dalle aule scolastiche, dalle questure e dalle stazioni quel dolente inarrivabile simbolo di amore divino per riportarlo dove conviene, per tenerlo dove per secoli grandi artisti l'hanno raffigurato piangendo, questa cieca Madre, si dice "addolorata".
Ma dolore è l'oltraggio dell'esposizione al disinteresse, la riduzione a supellettile, inventariato come la lavagna e il cancellino: "gesucristi in croce numero..."   

E Tu, caro Signor mio Nazareno, muto testimone appeso alla Croce e ai muri, abbi pietà di noi come hai sempre fatto, da quando implorasti  :"Padre, perdona loro, perchè non sanno quasi mai cosa fanno"

 E così sia.  
  

postato da ilvecchiodellamontagna | 12:45 | commenti (6)


venerdì, ottobre 30, 2009
 

Bersani, forza e coraggio.

Finalmente noi PD abbiamo un Segretario. Bersani è romagnolo e questa è una bella garanzia. Con quattordici romagnoli e io toscano affittammo un ex casino verso Via Maggiore a Bologna e rimasi tre anni a studiare con loro. Ricordo gli amichevoli  "sta su  pataca" per svegliarmi e una allegra testardaggine,  una voglia di lavorare ordinata, indomita e mai piagnona.
 Gente chiara, senza doppiezza e magari senza finezze estenuate.  Bevitori di sangiovese piuttosto che di martini.

Bersani non era il mio candidato e se fosse solo un onesto prodotto di quella fucina di politici che è stato il PCI saremmo tutti nei guai. Ma non credo sia così.
Credo che Bersani, laureato in filosofia, di  interessi e sapienze economiche, uomo misurato nelle parole ma determinato nei fatti, un uomo tranquillo e forte, saprà interpretare i tempi.
Meno vivace di Franceschini, meno cosmopolita di Marino, deve fondare un partito che intanto sia fatto di gente che si stima e si vuole bene, cosciente della sfida che i tempi ci pongono. Lo farà, lo saprà fare.

Se ne va Rutelli, a cui non ho mai sentito fare un discorso originale che fosse uno.  Ha ammantato la scelta di considerazioni di strategia politica, col PD "troppo a sinistra". E' un discorso che non vuole dire nulla. Il PD mette in soffitta la sinistra, la destra e anche il centro, questa ammuffita divisione delle famiglie politiche del secolo scorso.
La verità è che Rutelli cerca una collocazione da primattore. Auguri.

Marrazzo mi fa pena, ma non lo scuso affatto. Eh no, non si fa così. Se un uomo non è in grado nemmeno di regolare i suoi impulsi più basali non faccia l'uomo pubblico, pretendendo di porsi come guida per altri uomini. Rimanga uomo privato e si diverta serenamente come vuole.
E ora smetto con la politica fino alle elezioni regionali. Uffa.
Torno ai temi che mi piacciono di più.

************************************************************************
E' morta la mia gatta Sofia, di cui potete vedere il ritratto. Alta come un bicchiere l'avevo trovata che si aggirava fieramente per l'atrio del palazzo in cui avevo lo studio. Era il 1991 e naturalmente me la tenni. 
Ci ha fatto compagnia senza tanti fichi o ruffianerie. Era il gatto meno domestico che ho conosciuto. Se ne stava per conto suo, graffiava velocemente i carezzatori incauti e allungava qualche zampata , en passant, agli altri gatti di casa., tanto per ricordare chi comandava.
Aveva una voce potentissima, da leone di montagna,  e non pesava nemmeno quattro chili.

Io ero per lei  mamma gatta ma non mi consentiva nè chiedeva di essere presa in braccio.  Solo d'nverno, e se gli piaceva il maglione, mi saltava in collo e si buttava a occhi fissi e sbarrati, ronfando, "a fare il poppo" Mi poppava sbavando l'ìncavo del gomito, anche a quindici anni.

Dormi ora vecchia gatta, sotto l'ornello dove ti ho deposta. 
 sofia   

 

 

postato da ilvecchiodellamontagna | 19:31 | commenti (6)


giovedì, ottobre 22, 2009
 


   Domenica.

Tre galantuomini, tre uomini di buona volontà ci chiedono di andare a scegliere uno di loro per fare il Capo del più importante e anzi dell'unico partito che possa rimandare a casa democraticamente Berlusconi.
Perchè, volere o no, questa è la realtà.

Andare a votare domenica non è un obbligo, e se ci andrà poca gente non succederà niente di irreparabile. Belusconi sghignazzerà che se il 64,8% di italiani lo considera l'insuperabile Premier, come provano i suoi sondaggi, il flop era ovvio e prevedibile .
Ne uscirà rafforzato.
Poi tutto ricomincerà come prima, nella triste Italia di questi tempi.

Ma se ci andrà moltissima gente, non solo iscritti e convinti, ma anche chi magari  porterà al seggio i suoi dubbi e le sue delusioni, allora il Premier capirà che le sue smanie troveranno un blocco di  oppositori decisi a renderle vane.
Invecchierà di molto, e improvvisamente. E non servirà rinfrescare il trapianto.
 
  

postato da ilvecchiodellamontagna | 11:35 | commenti (9)


domenica, ottobre 18, 2009
 

18 Ottobre 2009....

Settantatrè, ma so' cotanti!

Entro oggi a vele spiegate e di buonumore nei settantrè anni. Che, come diceva zia Franca dei suoi ottantuno, " so' cotanti".
Sono stato un uomo così fortunato che mi chiedo il perchè, se c'è un perchè.

Sono nato in un bellissimo paese trecentesco della maremma toscana, con mura,torri e tre campanili. Seduto sul muretto del "baluardo" in nobile pietra panchina, la pietra degli etruschi, potevo vedere di là della pianura Vetulonia e lontano, il mare Tirreno.
Mi sono capitati in sorte due straordinari genitori e un ottimo fratello. Non mi è mai mancato il necessario, nemmeno negli anni della decorosa povertà, e un pochino di superfluo.

A quattordici anni mi sono trovato nella Firenze bellissima dei primi anni cinquanta, la Firenze di La Pira e di Don Bensi, e ho studiato nel miglior liceo classico statale della città, il Galileo Galilei.
A quel tempo Firenze, con le chiese, i musei, il paesaggio, le librerie e biblioteche, offriva ad un adolescente il meglio della civiltà italiana. Ricordo la biblioteca Marucelliana di quei tempi,  le lampade coi paralumi verdi sui tavoli di legno massiccio, gli scaffali fino al soffitto pieni di volumi antichi, il silenzio e il raccoglimento.

Ho studiato ingegneria nella Bologna allegra e gaudente dei primi  anni sessanta con i suoi studenti, le vere feste delle matricole con solennissime sbornie di sangiovese. A ventisett' anni
insegnavo topografia  ai futuri  geometri fiorentini, entrato per concorso, dove erano più i posti dei concorrenti , e intanto mettevo sù uno studiolo di ingegneria in Via dei Servi.
Ero "il Signor Ingegnere", rispettato,ascoltato e pagato benino per fare cose che mi divertivano.

A guardare oggi i giovani che sia arrabattano per un lavoro qualsivoglia mi si stringe il cuore. 
A quarant'anni avevo già due figli, casa mia da dieci, e mi comprai una favolosa automobile Lancia HPE, che un amico cubano commentò con un "pare un avion..." che mi inorgoglì.
Non avendo ambizioni di primeggiare nè di diventare ricco, essendomi sufficiente me medesimo, il necessario e un po' di bel superfluo, ho lavorato giudiziosamente e senza affanni, facendo solo le cose che mi piacevano.

Mia madre, che è elbana, ci ospitava ogni estate in una certa casuccia dei bisnonni. E all'Elba, sul canale di Piombino, ho passato le più belle giornate in mare, di giorno e di notte,  pescando coi cugini. Alla fine mi comprai una barchetta a vela, un cabinatino di otto metri, con cui ho gironzolato per l'arcipelago toscano. La vela, la vela! 

Nei primi anni novanta mia figlia mi costrinse a comprare una grande casolare in Mugello che era poco più che un rudere e ho così passato splendide stagioni in un altro dei più bei luoghi del mondo. 
Nel duemila decisi di andarci ad abitare con la mia pazientissima moglie. Ho visto la grande luna d'agosto sopra il Falterona e l'Abetone imbiancato dalla neve d'inverno.

Ora, che sono vecchio, me ne sto nel paesino di fondovalle. Non ho nè rimorsi nè rimpianti.
Sono passato da una bellezza all'altra, me fortunato, senza smanie o invidie.
Ho la valigia pronta ma nessuna fretta. E vediamo se arrivo al prossimo...

 

postato da ilvecchiodellamontagna | 19:49 | commenti (16)